Cura Cistite a Palermo e provincia

DOTT.SSA ROSA MICALIZZI

Cistiti Ricorrenti

Per cistite si intende un’infezione batterica che interessa la parte bassa dell’apparato urinario, ovvero la vescica, il collo vescicale e l’uretra e si manifesta con maggior incidenza a partire dalla primavera, quando l’innalzarsi delle temperature e il conseguente aumento della traspirazione provocano una maggiore concentrazione delle urine e una più facile contaminazione batterica.

Si manifesta attraverso un forte bruciore anche durante la minzione e legato ad un bisogno continuo e urgente di urinare. Colpisce prevalentemente il sesso femminile e può risolversi dopo un singolo episodio oppure, soprattutto se viene trascurata o mal curata, ripresentarsi più volte (cistiti ricorrenti) e cronicizzarsi. Le cistiti ricorrenti possono essere molto fastidiose, possono rappresentare motivo di disagio in chi ne viene colpito.

Non sempre è possibile risalire alle cause della cistite batterica. Spesso volte questa condizione clinica può essere riconducibile a cause specifiche. In particolare le cistiti ricorrenti possono insorgere per:

  • scarsa o eccessiva igiene intima
  • rapporti sessuali
  • malattie sessualmente trasmesse
  • debilitazione del sistema immunitario a causa di terapie antibiotiche
  • utilizzo di assorbenti interni
  • diabete
  • pantaloni o biancheria intima eccessivamente aderente
  • affaticamento fisico e mentale

OTT.SSA ROSA MICALIZZI

Cura Cistite a Palermo e provincia

Il principale responsabile dell’insorgere delle cistiti ricorrenti è l’Escherichia Coli, un batterio dalla caratteristica forma a bastoncino, dotato di piccoli uncini (fimbrie) che utilizza per restare ancorato alla parete della vescica. La sua presenza libera tossine che scatenano l’infiammazione. Non agisce quasi mai da solo, altri germi possono essere chiamati in causa, microrganismi di origine gastrointestinale che passano dall’intestino al perineo, (la parte esterna del pavimento pelvico), penetrano in vagina e raggiungono l’uretra e la vescica; oppure attraverso il sistema linfatico trasmigrano direttamente nell’apparato urinario.

In altri casi le cistiti ricorrenti possono essere una diretta conseguenza di anomalie del tratto urinario, di disfunzioni urinarie o essere correlata alla presenza di corpi estranei o patologici all’interno della vescica.

Il primo e più comune sintomo è lo stimolo a far pipì che cambia rispetto alla norma, diventando impellente e eccessivo, costringendo ad urinare anche venti o trenta volte in un giorno e spesso durante le ore notturne a causa delle forti sollecitazioni a cui sono sottoposte la vescica e l’uretra. A volte possono verificarsi anche perdite involontarie di urina.

Ad accompagnare questi sintomi primari è il dolore. Fare pipì infatti non procura sollievo, anzi la minzione è difficoltosa e soprattutto all’inizio provoca bruciore e non dà mai la sensazione di svuotare completamente la vescica. Il bisogno di tornare in bagno si ripresenta quindi poco dopo, a volte accompagnato da febbre e una sensazione di pesantezza al basso ventre.

Come già detto le cistiti ricorrenti colpiscono soprattutto le donne e le ragioni sono principalmente anatomiche: l’uretra femminile è più corta di quella maschile (solo tre centimetri contro sedici) ed è sprovvista di quella barriera protettiva che nel maschio è rappresentata dalla prostata. La combinazione di questi due fattori espone le donne a un maggior rischio di cistiti ricorrenti, perché l’ingresso di germi e batteri è facilitato. Esiste poi una terza motivazione, questa volta di tipo ormonale: nei periodi di cambiamento, come la gravidanza o la menopausa si assiste a un aumento delle infezioni.

In gravidanza la causa è la maggior produzione di progesterone, un ormone che esercita un’azione di rilasciamento sui muscoli lisci, tra cui quello della vescica e dell’uretra, favorendo il passaggio di microrganismi. In menopausa invece il problema si ritrova nel calo delle difese naturali conseguente alla ridotta produzione di estrogeni.

Un ulteriore fattore di rischio tipicamente femminile, infine, è l’età: a partire dai 40 anni, la vescica comincia ad abbassarsi (prolasso vescicale o cistocele), provocando un ristagno dell’urina che facilita l’instaurarsi della malattia. Anche chi soffre di diabete è più soggetto al problema perché la presenza di zuccheri nel sangue facilita le infezioni.

In caso di cistiti ricorrenti è necessario eseguire accertamenti specifici per approfondire le cause di questa ipersensibilità. Gli esami comprendono visita urologica e ginecologica, esame delle urine e urinocoltura con antibiogramma, una citologia urinaria per escludere malattie più serie come un tumore allo stadio iniziale (eventualità molto rara) e alcune indagini strumentali.

Le indagini strumentali più importanti sono l’ecografia dei reni e della zona pelvica necessaria per appurare se la causa possa essere un’infezione renale, e l’esame urodinamico che studia la funzionalità del basso apparato urinario, visto che alcune cistiti si manifestano a causa di uno svuotamento anomalo della vescica. Infine la cistoscopia, tramite una sonda inserita in vescica, che visualizza le pareti dell’area interessata per individuare la presenza, o meno, di calcoli, polipi o malformazioni.

Prima di parlare di una cura è necessario fare una diagnosi, capire cioè, con indagini specifiche, quale condizione causa la ricorrenza della cistite.