IL BLOG DELLA DOTT.SSA ROSA MICALIZZI
L’incontinenza urinaria femminile
L’incontinenza urinaria femminile si può distinguere in tre tipi fondamentali: da urgenza, da sforzo, e mista. In genere l’incontinenza urinaria da urgenza è la caratteristica delle donne in menopausa dovuta ad una carenza estrogenica. L’incontinenza da stress è presente prevalentemente in donne con un pavimento pelvico (cioè con muscoli pelvici deboli) poco efficiente spesso dopo lo stress di un parto. La più frequente è l’incontinenza urinaria mista, dove in genere si uniscono entrambi i problemi su citati: la menopausa con il danno perineale. Ovviamente ci sono molte altre morbilità complesse, ma questo è solo un discorso generale
Vi vorrei parlare in questo momento della possibilità di una prevenzione di questo fastidio, certe volte così grave da diventare invalidante per le donne spesso ancora giovani.
Si dovrebbe parlare di una prevenzione primaria come ad esempio educare le bimbe ad andare in bagno in maniera corretta e non quasi in piedi , come spesso si consiglia soprattutto quando vanno a scuola per il giusto pericolo di infezioni possibili nei bagni comuni, ma questa posizione, non accovacciata , che poi ci riportiamo in tante occasioni nella nostra vita anche da adulte ,comporta una lento cambiamento della posizione dei muscoli delle catene muscolari anteriori e posteriori con retrazioni e allungamenti. Succede spesso che si accorciano muscolo quale lo PSOAS e i Glutei ciò comporta una tendenza all’iperlordosi che altera il fisiologico angolo uretro-vescicale importantissimo nella fisiologia della minzione nella donna.
Altro insegnamento errato è quello di non andare mai al bagno se non in casa, e molte bimbe/ ragazze trattengono l’urina anche 24 ore! (spesso con orgoglio!), ciò comporta a poco a poco ad avere una vescica poco contrattile con rischi di ritenzione urinaria, crollo della parete vaginale anteriore (così detto prolasso vescicale /cistocele) Bisogna imparare a svuotare regolarmente la vescica per evitare danni nel tempo.
Altro esempio è il dolore della cicatrice dell’episiotomia (il taglio che si fa durante il parto naturale), anche questo, spesso molto spiccato è causa di dolore pelvico cronico con successiva incontinenza da stress (da sforzo: tosse, saltelli ecc) Quasi sempre sottovalutato.
Considerando anche la spesa che comporta l’acquisto di pannolini per l’incontinenza, e il profondo disagio della donna ad indossarli, ritengo utile informarvi che bisogna cambiare lo stile di vita insegnando anche alle nostre figlie, e se insegnanti lottare per un’igiene maggiore nelle scuole.
Intanto vi consiglio fornire le bimbe /ragazze di presidi igienizzanti, di copriwater e anche in ultimo un presidio che permette di urinare in piedi. Fare esercizi del pavimento pelvico, fare una valutazione posturologica /fisiatrica soprattutto del muscolo PSOAS anche in assenza di sintomi (potrebbero essere presenti altri problemi come lombalgia, dorsalgia e scoliosi ecc) e una valutazione del pavimento pelvico soprattutto dopo un parto per il trattamento delle cicatrici dolenti e una eventuale riabilitazione.
Una riabilitazione precoce riduce notevolmente il rischio di incontinenze più gravi che possono insorgere successivamente. Una riabilitazione comporta anche una riduzione del dolore con una migliore compliance sessuale.
Oggi è possibile trattare questa patologia (insieme a quanto esposto prima) con un ottimo successo, con una Radiofrequenza Capacitiva Monopolare a 448KHz (INDIBA)che induce sia una stimolazione alla proliferazione di fibre collagene, sia alla riduzione del dolore, sia al rilassamento muscolare. Ovviamente più il trattamento è precoce maggiori saranno i risultati. È sempre importante parlare di questi problemi tempestivamente con un ginecologo senza vergogna spesso succede che le donne trovano parlare ditali argomenti umiliante, vivendosi tutto come una colpa.
Ribadisco più i trattamenti sono tempestivi (ad esempio subito dopo il parto) e più successo avrà la terapia riducendo il numero delle sedute e della riabilitazione.
